Hai intenzione di acquistare casa per tuo figlio, ma è ancora minorenne? Ti è capitato un affare immobiliare tra le mani, e vorresti approfittarne per garantirgli un futuro sereno, senza l’incombenza di un mutuo? Probabilmente ti starai chiedendo se è possibile intestare la casa a un minore di 18 anni. La risposta è sì, a patto di rispettare ciò che prevede la Legge.
È possibile intestare la casa a un minore?
Un minore di 18 anni, a prescindere dal capitale economico che ha, non può acquistare un immobile. Per la Legge, infatti, fino al raggiungimento della maggiore età non ha la capacità di agire, e non può dunque stipulare un atto notarile. Tuttavia, ciò non significa che non gli possa essere intestata una casa: semplicemente, è soggetto al meccanismo di tutela previsto per le operazioni di amministrazione straordinaria.
Come si fa a intestare la casa a una persona con meno di 18 anni?
È possibile intestare la casa ad un minore di 18 anni, dunque? Sì: se un genitore o un nonno vuole procedere in tal senso, deve però chiedere al giudice un’autorizzazione preventiva. Il Giudice Tutelare può dunque autorizzare l’acquisto dell’immobile, a titolo oneroso oppure donativo, solamente se l’operazione risulta vantaggiosa per il minore.
Una circostanza, questa, che si verifica in genere quando i genitori comprano un immobile per poi donarlo al loro figlio (o quando a farlo sono i nonni, per i loro nipoti).
L’ordinamento italiano prevede infatti due tipologie di donazione:
- la donazione diretta avviene quando il donante (genitore, nonno) possiede già un immobile e decide di regalarlo al figlio;
- la donazione indiretta prevede che l’immobile, di proprietà altrui, venga acquistato con provvista del donante (l’acquisto con provvista propria è concesso solo in rari casi).
Il processo per intestare un immobile a un minorenne
Come previsto dall’articolo 320 del Codice Civile, per intestare un immobile a un minorenne è necessario chiedere l’autorizzazione del giudice tutelare. Per farlo è necessario rivolgersi ad un notaio. Qual è il giudice competente? Il giudice tutelare del luogo in cui i genitori del minore hanno la residenza. Sarà lui a valutare se l’acquisto è utile e vantaggioso per il minore, ma anche a verificare che sull’immobile non gravino ipoteche e che non si trovi in condizioni fatiscenti tali da pregiudicare la sua utilità.
Dal punto di vista pratico, il modo migliore per intestare una casa a un minore di 18 anni è attraverso la donazione, che deve essere autorizzata dal giudice.
L’istanza viene presentata al giudice tutelare dal notaio a cui i genitori/nonni si affidano, e deve contenere i dati anagrafici dei richiedenti, le caratteristiche dell’immobile e il motivo per cui lo si vuole donare al minore.
Quanto costa intestare la casa a un minore?
In caso venga effettuata una donazione diretta, l’imposta di donazione non è dovuta: solamente nel caso in cui il valore catastale dell’immobile superi il milione di euro, bisognerà pagare un’imposta pari al 4% sulla cifra eccedente 1.000.000 di euro. Sono invece dovute le imposte ipotecaria e catastale. La prima è pari al 2% del valore catastale dell’immobile, la seconda è pari all’1%. Tuttavia, in caso di prima casa per il figlio, le imposte sono entrambe di 50 euro se si compra da privato e di 200 euro se si compra da soggetto che applica l’IVA. L’imposta di registro, il cui importo è di 200 euro, è dovuta solo in caso il valore superi il milione di euro.
Infine, è necessario considerare le spese di bollo, il costo di registrazione e la parcella del notaio.
In caso venga effettuata una donazione indiretta, l’imposta di donazione non è dovuta: l’imposta di registro è pari al 2%, l’imposta ipotecaria e catastale sono fissate a 200 euro.
Che cosa succede dopo la donazione dell’immobile al minore?
L’immobile, una volta donato, diventa di proprietà del minore. Nel caso in cui i genitori volessero rivederlo, prima del compimento della maggiore età del figlio, dovranno rivolgersi al giudice tutelare che dovrà dare il suo consenso. Se l’immobile donato è con usufrutto, il minore acquisisce la nuda proprietà dell’immobile: potrà dunque abitarlo solo alla morte dei genitori.

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