La rendita catastale degli immobili è un valore di fondamentale importanza per calcolare le imposte che gravano su di essi.
Sebbene spesso vengano confusi, rendita catastale e valore catastale sono due cose diverse: il valore catastale di un immobile è il suo valore fiscale, utilizzato per calcolare le imposte dovute per il suo possesso o la sua acquisizione. La rendita catastale è invece il reddito che l’immobile produce. La rendita catastale è dunque il punto di partenza per calcolare il valore catastale, indispensabile durante una compravendita immobiliare ma anche in caso di donazione e successione, e per la determinazione delle aliquote per le tasse.
Ogni bene immobile registrato presso il catasto ha infatti un valore, necessario per determinare l’entità di imposte quali l’IMU. Ma come si calcola la rendita catastale?
Come calcolare la rendita catastale
Come calcolare la rendita catastale? È necessario moltiplicare la consistenza dell’immobile per il valore riportato nelle tariffe di estimo.
La consistenza
La consistenza dell’immobile è la misura che il Catasto utilizza per determinare la grandezza di un immobile:
- il vano utile è l’unità di misura del gruppo A
- il metro cubo è l’unità di misura del gruppo B
- il metro quadrato è l’unità di misura del gruppo C
Gli immobili residenziali appartengono al gruppo A insieme agli uffici privati. Al gruppo B appartengono scuole, ospedali e uffici pubblici, al gruppo C appartengono i negozi, i magazzini, i garage e i laboratori artigianali.
Il vano utile, fondamentale per determinare la consistenza di un immobile, è uno spazio chiuso da pareti alte dal pavimento fino al soffitto, spesso con luce diretta e con una superficie libera. Il Catasto distingue tra vani principali (soggiorno, cucina, camere), accessori diretti che servono direttamente uno o più vani principali (bagni, disimpegni), accessori complementari (soffitte, cantine) e dipendenze (giardini, portici, terrazzi).
Il calcolo, per la verità, non è immediato. In linea generale, bisogna sommare i vani principali ad ⅓ di vano utile per gli accessori diretti e ad ¼ di vano utile per gli accessori complementari. Per le dipendenze, vi è una percentuale di incremento o decremento del 10%.
L’estimo, invece, è un valore numerico assegnato all’immobile dall’Agenzia del territorio, basandosi sul Comune, sulla zona censuaria, la categoria catastale e la classe di merito.
Le categorie catastali
Quali sono le categorie catastali?
- Gruppo A: abitazioni (suddivisi in sottogruppi da A1 ad A8 e A11) e uffici
- Gruppo B: alloggi collettivi
- Gruppo C: immobili commerciali e ad uso vario
- Gruppi D ed E, destinazione speciale e destinazione particolare
- Gruppo F, unità immobiliari che non producono reddito
Dove posso richiedere la rendita catastale?
La visura della rendita catastale può essere chiesta all’Ufficio dell’Agenzia del Territorio, ma è possibile anche effettuare visure online accedendo alla banca dati Sister dell’Agenzia delle Entrate. Le credenziali di accesso vanno richieste mediante una procedura di abilitazione, attivata per via telematicamente e poi perfezionata recandosi presso un Ufficio provinciale – Territorio dell’Agenzia.
Per poter fare la richiesta è necessario conoscere i dati catastali dell’immobile. Se si conoscono i dati anagrafici del proprietario dell’immobile, si può chiedere la visura catastale per soggetto. Infine, è possibile chiederla se si conosce unicamente l’indirizzo dell’immobile.
Esistono anche calcolatori online per la rendita catastale, tra cui quello di rendita-catastale.it.
Come puoi abbassare la rendita catastale di un immobile? In caso la rendita catastale risultasse errata, è necessario presentare un’istanza di rettifica in autotutela all’Ufficio dell’Agenzia del Territorio a cui compete il proprio immobile. Fatte le opportune verifiche, se effettivamente l’errore viene riscontrato la rendita catastale viene ridotta (e, conseguentemente, vengono ridotte le tasse).
Una volta ottenuta la visura, come leggere la rendita catastale? La visura è suddivisa in tre aeree: testata, dati catastali e intestazione. La testata riporta la data dell’ultimo passaggio dei sistemi informatizzati (e, dunque, l’ultima volta in cui la visura è stata letta dal Catasto) e la data di richiesta della visura: in caso si stia comprando casa, è bene accertarsi che la richiesta non sia più vecchia di tre mesi. Seguono due tabelle. Nella prima si trovano le indicazioni del Comune, la Provincia e i dati catastali dell’immobile: il foglio (l’area della città), il mappale (il fabbricato) e il subalterno (l’unità). I dati tornano poi nella seconda tabella, che riporta anche la zona censuaria, la categoria catastale, la classe, la consistenza e – infine – la rendita catastale.
A cosa serve la rendita catastale
A cosa serve la rendita catastale? A calcolare le imposte sulla casa, come l’IMU e la TARI. Nell’ambito di una compravendita immobiliare permette di calcolare l’imposta di registro, l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale. Infine, consente di determinare l’imposta di successione e le imposte richieste dalla donazione.

Ciao sono Nick e opero nel settore immobiliare dal 1994, sono iscritto alla CCIAA di Monza e Brianza al n° 14722, mi reputo una persona molto solare e meticolosa, quando c’è un obiettivo non mi arrendo finchè non l’ho raggiunto.
Sono appassionato di calcio e colleziono fumetti americani.
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